Incentivi alle fonti energetiche rinnovabili, vertice al Mise 

  • Pubblicato il: 20/12/2011 

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Ieri nel primo pomeriggio, si è svolta al ministero dello Sviluppo economico, una riunione interministeriale,  tra i tecnici del Mise, del ministero dell'Ambiente e del ministero delle Politiche agricole per trovare una soluzione,  sul decreto che stabilisce i nuovi incentivi alla produzione elettrica da rinnovabili (diverse dal fotovoltaico), in particolare per quanto riguarda le aste per i grandi impianti (eolico) e le tariffe per le biomasse.

 

Al centro della riunione, ci dovrebbe essere sostanzialmente il livello della tariffa onnicomprensiva per i piccoli impianti a bioenergie, attualmente a 28 centesimi di euro al kWh. La bozza in discussione di cui si è dato conto, in un articolo lo scorso 6 dicembre, mostra delle forti criticità, non premia lo sviluppo di impianti di piccole dimensioni alimentati a biomasse e sottoprodotti provenienti da filiera corta.

 

Occorre dunque, una  revisione dei meccanismi incentivanti, previsti dall’attuale bozza,che premino maggiormente gli impianti di piccole dimensioni in maniera differente a seconda della tecnologia impiegata, e la fascia di potenza, inserendo dei bonus per la valorizzazione  cogenerazione, e per le tecnologie a basso impatto ambientale.

 

Difficilmente i nuovi incentivi alle fonti rinnovabili elettriche, previsti dall’art.24 del Dlgs 3 marzo 2011, n.28 arriveranno prima della fine del 2011, considerato che è necessario acquisire sui testi i pareri dell’Autorità per l’energia e della Conferenza Unificata.

 

Tra i decreti attuativi previsti da tale decreto n. 28, in fase di definizione ci sono: l’incentivazione all’energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, la definizione dei criteri di sostenibilità di bioliquidi e biocarburanti, e i criteri di attribuzione delle maggiorazioni previste per quei biocarburanti ottenuti a partire da materie prime provenienti da paesi UE, norme per l’immissione in rete del biometano.

L’intervento nel settore termico è più complesso rispetto a quello elettrico, le  ipotesi al vaglio dei tecnici sono due; l’attivazione di un “conto energia” anche per il termico, oppure un sistema incentivante che prende spunto dal modello della detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici, ma con aliquote più basse. Il nuovo incentivo verrebbe finanziato attraverso le bollette del gas.

Per quanto riguarda la sostenibilità dei biocarburanti e bioliquidi, il decreto 28 prevedeva di un meccanismo di certificazione che doveva entrare in vigore a partire dal 1 gennaio 2012, ad oggi è ancora in discussione la bozza di decreto . Tuttavia il Mise, facendo seguito alle richieste degli operatori, allarmati dalla normativa  cogente, ha ritenuto opportuno fare delle precisazioni:”Le partite di biocarburanti prodotte nel 2011 ovvero nel 2012 con materie prime raccolte e materie intermedie prodotte nel 2011 che vengano cedute al fornitore o all'utilizzatore entro il 31 agosto 2012 sono ritenute sostenibili purché l'operatore dimostri al fornitore o all'utilizzatore, entro la stessa data, di essere in possesso del certificato di conformità dell'azienda rilasciato nell'ambito del sistema nazionale di certificazione o di un documento analogo rilasciato nell'ambito di un sistema volontario o di un accordo”.

È questa la norma transitoria sulla sostenibilità di bioliquidi e biocarburanti, che sarà inserita nel decreto interministeriale sul sistema di certificazione, messo a punto dai ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e delle Politiche agricole e attualmente all'esame degli uffici legislativi, prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Per le maggiorazioni (ovvero il rilascio di un certificato di immissione in consumo all'immissione in consumo di una quantità di biocarburanti pari a 9 Giga-calorie) sono riconosciute in caso di produzione in Stati Ue e utilizzo materia prima proveniente da coltivazioni effettuate nei medesimi Stati e in caso di immissione in consumo al di fuori della rete di distribuzione dei carburanti. Purché rispettino i requisiti di tracciabilità delle materie prime, con i meccanismi previsti da AGEA.

Infine si attende anche il provvedimento riguardante l’immissione in rete del biometano sia per la definizione dei requisiti tecnici, che per  i livelli degli incentivazione necessari per far decollare il settore.

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