La biomassa agricola è da filiera corta. Pubblicato in Gazzetta il Decreto tracciabilità biomassa
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 di ieri 5 maggio 2010
è pubblicato il decreto del ministero delle Politiche agricole di concerto con lo Sviluppo economico 2 marzo 2010 di attuazione dell'art. 1, comma 382-quater della medesima legge n. 296 del 2006 sulla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica.
Il provvedimento, atteso da molte imprese agricole, ha origine da un percorso legislativo articolato, iniziato con la legge finanziaria del 2007, proseguito con la finanziaria del 2008 e dal suo collegato (L.222/2007) e infine, modificato in parte dall’art. 42 della legge 99/2009 .
Alla fine si è stabilito che “all’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a biomasse di provenienza agricla, che richiedono i CV - certificati verdi, è riconosciuto un coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi pari a 1,8. Ma la condizione per ottenere questo beneficio – precisa Giorgio Piazza, Presidente dell’associazione le Fattorie del Sole Coldiretti - è che le biomasse utilizzate devono provenire da filiera corta, cioè ottenute entro un raggio di 70 km dall’impianto che le utilizza. In alternativa le biomasse possono provenire da accordi di filiera o contratti quadro ai sensi degli art. 9 e 10 del D.lgs 102/2005”.
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