scende a 370 Milioni la disponibilità di incentivi FER

2 Settembre 2016

Categoria:Tecnologie

Il GSE ha aggiornato al 31 luglio 2016 il contatore degli oneri delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche.  La soglia dei 5,8 miliardi, a partire dalla quale si bloccherebbe l’accesso diretto agli incentivi, non verrà mai raggiunta (calcolando quindi gli impianti effettivamente in esercizio, secondo il nuovo metodo previsto dal DM 23 giugno 2016). Ma al monte incentivi attuale bisognerà poi aggiungere quelli che saranno erogati sulla base del nuovo decreto FER del 23 giugno, i cui bandi di iscrizione a registro e aste si sono aperti il 30 di agosto e si chiuderanno rispettivamente il 28 ottobre e 27 novembre.

 

Al 31 luglio 2016, il costo indicativo medio è di 5,430 miliardi di euro. E nel medio periodo il costo medio mostra un trend decrescente, in quanto influenzato principalmente dagli impianti in scadenza, e quindi sempre sotto la soglia dei 5,8 miliardi (includendo anche un trend di incentivazione in accesso diretto, ai sensi del DM 23/6/2016, pari a circa 1,7 € mln al mese fino a dicembre 2017, basato sui dati storici disponibili). Ma dobbiamo precisare che il presente scenario non include i contingenti previsti dal DM 23/6/2016, non ancora assegnati, e di cui ci si aspetta una impennata con la chiusura dei primi bandi registro a ottobre.

Per tali impianti, nello scenario base è ipotizzato un tasso di decadenza del diritto di accesso all’incentivazione, definito principalmente sulla base di trend riscontrati dai dati storici disponibili, pari al 67% per gli impianti a Biomasse e biogas iscritti al III° registro; al 31% per gli impianti eolici iscritti al III° registro; al 20% per Idroelettrico iscritti al II° e III° registro; al 4% l’eolico ad asta.

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Allegati:

il CONTATORE FER

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