Decreto Fare in Gazzetta Ufficiale: novità in materia di energia

17 Luglio 2013

Categoria:Tecnologie

È entrato in vigore sabato 22 giugno 2013 il Decreto legge  del 21 giugno 2013, n. 69, il cosiddetto “Decreto Fare” recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013, Suppl. Ordinario n. 50.

Il decreto contiene misure per il sostegno alle imprese, per il potenziamento dell’agenda digitale italiana e per il rilancio delle infrastrutture, e introduce misure per la semplificazione amministrativa e fiscale.

Di particolare interesse per il settore agricolo è l’articolo 6 del decreto (“Gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra”), che prevede:

·                     al comma 1, che a decorrere dal 1° agosto 2013 al 31 dicembre 2015, prevede un taglio dell’accisa sul gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra, attualmente gravato dalla stessa accisa prevista per i prodotti petroliferi destinati agli usi agricoli, pari al 22 per cento dell’accisa ordinaria, viene ridotta a 25 euro per mille litri, a condizione che i richiedenti siano serricoltori per i quali l’attività imprenditoriale agricola costituisce l’esclusivo o comunque il prevalente fattore produttivo, cioè coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale. L’esenzione dell’accisa sul gasolio è fondamentale per la competitività delle imprese italiane che, con oltre 30mila serre posizionate in tutta Italia, producono fiori e piante ornamentali e ortaggi. Aziende che si devono confrontare sul mercato con partner comunitari per i quali il costo dell’energia è inferiore e dove vengono erogate agevolazioni per abbattere il costo delle fonti energetiche, per non parlare dei paesi extracomunitari favoriti da un clima più caldo, che praticano dumping sociale e che spesso utilizzano pratiche di coltivazione bandite dall’Unione Europea.

Di altrettanto interesse è l’articolo 5 del decreto (“Disposizioni per la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica”), che prevede:

 

·                    ai commi 1 e 2, l’estensione della “Robin Tax” alle imprese con più di 3 milioni di fatturato e 300mila euro di imponibile). L’addizionale IRES detta appunto Robin Tax, attualmente applicabile a soggetti, che operano nel settore energetico, che hanno conseguito nel periodo di imposta precedente ricavi oltre i 10 milioni di euro e reddito imponibile superiore a 1 milione, con il nuovo decreto sarà dovuta anche ad aziende medio-piccole: con ricavi sopra i 3 milioni e reddito imponibile sopra i 300mila (il testo entrato in CdM, ricordiamo, prevedeva limiti ancora più bassi cioè ricavi a 500.000 e imponibile a 80.000 euro). Dall’estensione della Robin Tax, spiega la relazione tecnica allegata al Decreto Legge si ricaverà un maggior gettito di 150 milioni di euro nel 2015 e 75 nel 2016.

 

·                    ai commi 3-6, la rideterminazione delle modalità di calcolo del “costo evitato di combustibile” applicato agli impianti che godono delle tariffe Cip6. E’ prevista una deroga per gli impianti di termovalorizzazione di rifiuti ammessi al regime Cip6, che alla data di entrata in vigore del decreto siano in esercizio convenzionato da un periodo inferiore a otto anni;

 

·                    al comma 7, l’abrogazione delle misure di salvaguardia – introdotte con la Legge di stabilità 2013 – per gli impianti alimentati a bioliquidi sostenibili già entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012. In realtà tali misure non sono mai entrate in vigore, poiché il Ministero dello sviluppo non ha pubblicato il decreto attuativo (atteso invano fin dal 31 gennaio 2013).