Strategia Energetica Nazionale: al via la consultazione pubblica

17 Ottobre 2012

Categoria:Tecnologie

Riduzione dei costi energetici, pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale, maggiore sicurezza di approvvigionamento e sviluppo industriale del settore energia.

Sono questi gli obiettivi del documento di strategia energetica che il Ministro dello Sviluppo economico delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera ha presentato oggi al Consiglio dei Ministri.

Nel corso delle prossime settimane il Governo si propone di avviare un ampio dibattito pubblico e di confrontarsi apertamente su queste scelte con tutte le parti interessate (a tal proposito, è stata predisposta una consultazione on-line sul sito web del Ministero attiva da oggi), in modo da giungere entro circa due mesi alla definizione di obiettivi, scelte di fondo e azioni prioritarie quanto più possibile condivisi, nell’interesse generale del Paese.

La strategia si articola in sette priorità con specifiche misure concrete a supporto avviate o in corso di definizione:

1.       La promozione dell’Efficienza Energetica, strumento ideale per perseguire tutti gli obiettivi sopra menzionati, per la quale si prevede il superamento degli obiettivi europei.

2.       La promozione di un mercato del gas competitivo, integrato con l’Europa e con prezzi ad essa allineati, e con l’opportunità di diventare il principale Hub sud-europeo.

3.       Lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali intendiamo superare gli obiettivi europei (‘20-20-20’), contenendo al contempo l’onere in bolletta.

4.       Lo sviluppo di un mercato elettrico pienamente integrato con quello europeo, efficiente (con prezzi competitivi con l’Europa) e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile.

5.       La ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, verso un assetto più sostenibile e con livelli europei di competitività e qualità del servizio.

6.       Lo sviluppo sostenibile della produzione nazionale di idrocarburi, con importanti benefici economici e di occupazione e nel rispetto dei più elevati standard internazionali in termini di sicurezza e tutela ambientale.

7.       La modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i nostro processi decisionali.

Le energie rinnovabili, elettriche termiche e nei trasporti, saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi della Strategia Energetica. In questo ambito le scelte di fondo, sembrano premiare il settore agricolo, sono:

 

·         Il superamento degli obiettivi di produzione europei 20-20-20, con un più equilibrato bilanciamento tra le diverse fonti rinnovabili (in particolare, con maggiore attenzione rivolta alle rinnovabili termiche).

·         La sostenibilità economica dello sviluppo del settore, con allineamento dei costi di incentivazione ai livelli europei e graduale accompagnamento verso la grid parity.

·         Una preferenza per le tecnologie con maggiori ricadute sulla filiera economica nazionale.

·         Per quanto riguarda le rinnovabili elettriche, una progressiva integrazione con il mercato e la rete elettrica.

 

In termini di obiettivi quantitativi, ci si propone di raggiungere il 20% dei consumi finali lordi (rispetto all’obiettivo europeo del 17%), pari a 24 Mtep di energia finale l‟anno. Questo consentirà una riduzione di emissioni fino a 50 milioni di tonnellate di CO2.

 

In particolare, per quanto riguarda il settore elettrico:

 

·         L‟obiettivo è quello di sviluppare le rinnovabili fino al 36-38% dei consumi finali (e potenzialmente oltre) al 2020, pari a circa 130 TWh/anno o 11 Mtep. Con tale contributo, la produzione rinnovabile diventerà la prima componente del mix di generazione elettrica in Italia, al pari o superando il gas. In una prospettiva di più lungo termine (2030 e al 2050) – in cui ci si attende una sostanziale ulteriore riduzione dei costi unitari – è possibile prevedere sviluppi ancora più ambiziosi.

·         Nel far questo, si vogliono contenere i costi in bolletta per i consumatori, accompagnando lo sviluppo con incentivi progressivamente ridotti e commisurati al costo della tecnologia. Complessivamente, per il raggiungimento degli obiettivi al 2020, vengono messi a disposizione un totale di circa 12,5 miliardi l’anno residue risorse in base a criteri di priorità che favoriscano l‟efficienza, l‟innovazione tecnologia, un minore impatto ambientale e la filiera industriale nazionale.

 

Per quanto riguarda il settore termico:

 

·         L’obiettivo è quello di sviluppare le produzione di rinnovabili fino al 20% dei consumi finali al 2020 (dal 17% dell‟obiettivo 20-20-20), pari a circa 11 Mtep/anno.

 

·         In termini di mix, sulla base delle più recenti stime di mercato delle diverse tecnologie, ci si attende un incremento della produzione da caldaie a biomassa rispetto a quanto stimato inizialmente nel Piano d‟Azione Nazionale (PAN).

·         Per razionalizzare e garantire continuità dei meccanismi di supporto, si introduce un Conto Termico per l’incentivazione degli interventi di più piccole dimensioni, con a disposizione fino a circa 1 miliardo di euro l’anno. Saranno inoltre attivati i previsti strumenti a sostegno delle reti di teleriscaldamento.

 

Le fonti rinnovabili termiche rappresentano un elemento fondamentale della strategia italiana, avranno un notevole impatto sulla filiera agricola.

 

·         Come visto, i consumi termici rappresentano la quota più importante dei nostri consumi energetici, sia nei settori civili che industriali (circa 45% dei consumi finali complessivi).

·         Le rinnovabili termiche risultano in generale più efficienti e meno costose per il raggiungimento degli obiettivi europei (in termini di costo per tonnellata di CO2 evitata o di costo per KWh di energia finale prodotta), e comportano benefici significativi di risparmio combustibile per il consumatore finale (ad esempio attraverso il riscaldamento a biomassa), e per il Paese nel suo complesso (riduzione import di combustibili fossili).

·         Lo sviluppo delle rinnovabili termiche negli ultimi 5 anni è avvenuto in linea con gli obiettivi Piano d‟Azione Nazionale (5,4 Mtep al 2010), ma in assenza di un quadro di incentivazione stabile e dedicato, in grado di orientare il consumatore verso le tecnologie più “virtuose”. Prevalentemente, le misure a supporto sono state sovrapponibili a quelle per l‟efficienza energetica – detrazioni fiscali e certificati bianchi – in assenza di iniziative dedicate. Inoltre, è fino ad oggi mancato un meccanismo di consuntivazione statistica puntuale degli interventi realizzati.

·         Il Paese è ben posizionato nel segmento industriale delle rinnovabili termiche, in particolare nell‟ambito delle biomasse – in cui circa il 65% della tecnologia è di produzione italiana, anche nei segmenti a più alto contenuto tecnologico – sebbene il livello di importazioni di biomassa non sia trascurabile.

 

 

·         Per quanto riguarda gli interventi di maggiori dimensioni, prevalentemente industriali, il meccanismo a supporto rimane invece quello dei Certificati Bianchi, con l’obiettivo di indirizzare la scelta degli investimenti più grandi sulla base della massimizzazione dell’efficacia e dell’efficienza dell’intervento.

·         Date le potenzialità offerte dal teleriscaldamento e dal teleraffrescamento, non sfruttate appieno nel nostro Paese, particolare attenzione sarà dedicata all’attivazione di interventi che incoraggino l’applicazione di queste tecnologie. In questo ambito è prevista l’attivazione del fondo di garanzia per gli investimenti in reti di teleriscaldamento, istituito presso Cassa conguaglio per il settore elettrico (CCSE) ed alimentato da un corrispettivo applicato al consumo di gas metano.

 

A fronte del sistema di incentivi messo a disposizione, sono attesi circa 15-20 miliardi di euro di investimenti al 2020, con importanti ricadute su un settore industriale in cui l’Italia già vanta un’importante presenza sul territorio nazionale ed in alcuni segmenti di mercato internazionali.

 

Infine, per far fronte al maggior ricorso alle biomasse per la produzione di energia termica particolare attenzione dovrà essere dedicata alla promozione di investimenti nel settore forestale nazionale, in linea con le indicazioni del piano per la riduzione della CO2 e della decarbonizzazione dell’economia italiana.

 

Il settore dei trasporti

 

È  responsabile di una quota importante di emissioni di gas serra (circa il 20% nella UE), ed è causa di dipendenza energetica dato che i consumi nel settore sono basati quasi esclusivamente su prodotti petroliferi importati o raffinati in Europa da greggio importato. Per questo lo sviluppo dei biocarburanti è particolarmente importante in ambito europeo.

 

L‟Italia intende raggiungere gli obblighi europei e parteciperà attivamente alla revisione della direttiva attesa al 2014 per un‟analisi critica della sostenibilità delle soluzioni adottate finora, e per decidere come proseguire il percorso di sviluppo delle rinnovabili nel settore dei trasporti. In particolare si ritiene che:

 

·         I biocarburanti debbano continuare a essere inclusi negli obiettivi di produzione delle energie rinnovabili, data la possibilità di un importante apporto alla riduzione delle emissioni di CO2.

·         D‟altra parte è fondamentale che si verifichi che i biocarburanti vengano prodotti in maniera sostenibile, ossia con una reale riduzione delle emissioni e senza impatti negativi sull‟ambiente (es. disboscamenti) o sugli usi alimentari dei terreni.

·         In quest’ottica, solo la seconda e terza generazione danno una garanzia, motivo per cui è molto importante sostenerli in termini di ricerca e di incentivi. Eventualmente, nel caso dovesse essere necessario più tempo per un adeguato sviluppo di queste tecnologie, è possibile valutare in ambito europeo di posticipare l’obiettivo del 10% fissato per il 2020. Inoltre, va affrontata l‟attuale situazione di crisi del settore industriale, il cui sviluppo è stato inizialmente favorito dal sistema di obblighi e incentivi ma che ora attraversa un momento di sofferenza.

Infine, occorrerà valutare attentamente le prospettive di sviluppo del biometano per l’uso nei trasporti. Secondo alcuni studi, il potenziale di crescita è importante in termini di volumi – soprattutto per il potenziale da allevamenti, imprese di trasformazione alimentari e discariche – e di ricadute per l’industria italiana, tenuto conto della leadership dell’industria italiana nel settore delle auto a metano e della possibilità di puntare ad un posto di primo piano anche su altri mercati.

 

Occorrerà quindi un’attenta riflessione sulla competitività del biometano, commercializzabile attraverso la rete di distribuzione del gas naturale, rispetto ai biocarburanti di importazione.

 

A partire da oggi e per un mese il documento di consultazione pubblica è disponibile sul sito web del Ministero dello Sviluppo Economico con la possibilità di inviare osservazioni e commenti.  In parallelo saranno avviate consultazioni formali con le principali Istituzioni interessate (in particolare le Commissioni Parlamentari competenti) e incontri con parti sociali e associazioni di categoria. Al termine della consultazione verrà svolta una conferenza pubblica per condividere i risultati e tracciare gli elementi del percorso attuativo. Seguirà l’approvazione del documento finale.

 

 Documento in consultazione

 Slide di presentazione