Aeeg, il mercato libero è più caro di quello tutelato

10 Settembre 2013

Categoria:Tecnologie

Con la delibera n. 366/2013/E/com del 7 agosto 2013, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha approvato il rapporto finale a chiusura dell’indagine conoscitiva, avviata con la delibera 317/2012/E/com, relativa al mercato libero e alle condizioni di vendita al dettaglio di energia elettrica e di gas naturale ai clienti di piccole dimensioni (hanno diritto al mercato di tutela le azienda connesse in bassa tensione – con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro).

Dall’analisi delle offerte emergono perplessità circa il fatto che i clienti siano perfettamente consapevoli sia degli elementi di costo che le diverse componenti di prezzo  che della scelta effettuata”, si legge nella relazione. Emerge, in particolare, una scarsa consapevolezza degli elementi di costo sia per i clienti domestici che per quelli non domestici. Per quanto riguarda le offerte indicizzate, risulta scarsa anche la capacità dei clienti di comprendere appieno gli indici di prezzo e di valutarne l’andamento.

In molti casi il risparmio promesso dalle società energetiche non esiste, in particolare nel settore elettrico, tanto che le tariffe del mercato tutelato sono sostanzialmente più convenienti.

È quanto emerge dal documento “Relazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in esito all’indagine conoscitiva sul mercato libero e sulle condizioni di vendita al dettaglio di energia elettrica e di gas naturale ai clienti di piccole dimensioni”, l’indagine era stata avviata dalla stessa Aeeg che aveva rilevato un differenziale positivo tra i prezzi, riferiti all’anno 2011, applicati nel mercato libero per la vendita di energia elettrica ai clienti domestici e i corrispondenti prezzi del servizio di maggior tutela.

Per quanto riguarda l’elettricità, nel mercato libero tale parametro è risultato del 12,8% più alto rispetto al prezzo di maggior tutela (108,61 €/MWh contro 96,25). E anche per i clienti non domestici (ovvero le imprese) il differenziale a favore del servizio regolamentato è risultato, nel 2011, pari al +6,6% (105,49 €/MWh contro 98,97). Quanto ai clienti non domestici in particolare, il dato è particolarmente rilevante per le utenze con consumi compresi tra i 5 e i 100 MWh/anno. Meno evidenti i differenziali sul il metano.

Per il gas infatti, il prezzo complessivamente praticato nel mercato libero ai clienti domestici è superiore del 2% rispetto a quello del servizio di maggior tutela (0,5314 €/mc contro 0,52); ma il divario aumenta (+6%) se si analizzano le classi di consumo inferiori. Se invece si consideriamo i prezzi medi uso domestico (condomìni) si rileva una sostanziale parità; mentre la media delle offerte gas sul mercato libero è decisamente più vantaggiosa per commercio e servizi (0,4416 €/mc contro 0,4065) e industria (0,3242 contro 0,4504).

Nel 2011, è la conclusione, la liberalizzazione del settore energetico non sembra aver prodotto i risultati sperati in termini di abbattimento dei prezzi. Per dare nuovo impulso alla liberalizzazione allora, l’Aeeg pensa da un lato ad interventi che permettano di migliorare le modalità di presentazione delle offerte e gli strumenti di confronto per la scelta del venditore a disposizione dei clienti finali; dall’altro intende avviare la revisione complessiva dei meccanismi di funzionamento del mercato retail.