Bollette elettriche: in arrivo tagli del 10% per le piccole e medie imprese.

16 Maggio 2014

Categoria:Tecnologie

Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, in una recente intervista, ha reso noto che è in discussione un Piano con le misure per il taglio del 10% delle bollette elettriche delle Pmi sarà varato entro alcune settimane. Il taglio è stimato in circa 1,5 miliardi di euro, si tratterà di un intervento pluriennale e strutturale composto da decreti e da atti di indirizzo cui l’Autorità per l’Energia darà applicazione.

 

Questo provvedimento rientrerebbe nella spalmatura “volontaria” degli incentivi previsti nel Destinazione Italia che è in corso di definizione e dovrà determinare la rimodulazione volontaria degli incentivi dilazionata nel tempo, bilanciata peraltro dall’accesso ad ulteriori interventi di rifacimento o di ripotenziamento dell’impianto.

 

Diverse le misure proposte:

Rinnovabili non FV, spalmatura volontaria

Il documento del Ministero dello Sviluppo economico stima in 100-250 M/euro il gettito atteso dalla misura contenuta nella legge “Destinazione Italia” che prevede la possibilità, per i produttori rinnovabili, di aderire a un meccanismo volontario di allungamento di 7 anni del periodo di incentivazione, con corrispondente riduzione della “rata”. I produttori aderenti verranno remunerati con un modesto “premio” per compensare il time value, e inoltre potranno procedere al rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione dell’impianto al termine del periodo di incentivazione.

Spalmatura obbligatoria FV

Per quanto riguarda invece gli operatori fotovoltaici, in particolare quelli di grande dimensione (>200 kW) e di natura finanziaria, il MISE osserva che essi godono di incentivi superiori sia alle altre fonti rinnovabili, sia agli altri paesi europei, con il 4% degli operatori che beneficiano del 60% della spesa annua per incentivi.

Il Ministero propone quindi di allungare obbligatoriamente il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni, con conseguente riduzione della spesa annua mediamente del 20%, senza riconoscere alcun tasso di interesse.

Cip6

Un’altra misura, sempre a favore delle piccole e medie imprese, chiede all’Autorità per l’energia di destinare ai consumatori i risparmi significativi ottenuti con la riforma della componente Costo evitato di combustibile (Cec) per gli impianti Cip6.

Responsabilizzazione dei produttori intermittenti

Quanto alle fonti non programmabili, che producono “sbilanciamenti” che comportano dei costi per il sistema, una delibera dell’Aeeg, attualmente all’esame del Consiglio di Stato, imputa tali costi a coloro che li causano, anziché socializzarli come in precedenza. In proposito, il Governo intende vincolare il gettito della norma alla riduzione della bolletta per i consumatori.

Riduzione delle agevolazioni per specifiche categorie di consumatori

Una seconda linea di interventi del Piano prevede la riduzione delle agevolazioni per specifiche categorie di consumatori. Tra le misure allo studio: riduzione del contingente di potenza interrompibile (da 3.900 MW a 3.000 MW) e riduzione contestuale della base d’asta per l’individuazione degli impianti (da 150.000 €/MW a non più di 135.000 €/MW); cancellazione dell’esenzione dal pagamento degli oneri generali di sistema per i grandi consumatori interrompibili con potenza superiore a 40 MW. Per quanto riguarda i consumatori connessi a reti private (Riu, Seu, Seseu), che sono esentati dal pagamento degli oneri generali di sistema per la quota di energia prodotta e autoconsumata all’interno della rete stessa, il Governo osserva che questa “area di esenzione” sta crescendo a ritmi molto rapidi, scaricando gli oneri generali di sistema sulla restante parte dei consumatori. Pertanto, i titolari di Riu, Seu e Seseu verranno chiamati a contribuire una quota parte degli oneri (inizialmente ca.10%) crescente nel tempo.

Taglio dei costi di sistema

La terza linea di interventi riguarda la riduzione dei costi di sistema. Ciò attraverso il superamento, a partire dal 2016, dalla garanzia riconosciuta a Terna contro il “rischio volume”, per cui i mancati ricavi a causa dei cali della domanda vengono ricuperati l’anno successivo; con misure sui costi di funzionamento del Gse (Gestore dei Servizi Energetici), che verranno pagati da coloro che utilizzano i suoi servizi; con la riduzione dei cosiddetti “colli di bottiglia” sulla rete; con lo spostamento della componente tariffaria A2 (finanziamento del decommissioning nucleare) sulla fiscalità generale; con il contenimento dei costi per la remunerazione degli operatori di rete. Altre misure allo studio prevedono l’introduzione della possibilità di prezzi negativi, che possono verificarsi nelle ore di massima produzione rinnovabile; interventi contro gli abusi di potere di mercato; l’intensificazione dei controlli sui beneficiari degli incentivi.

Gas

Infine, il Piano contempla anche misure con effetti sulla tariffa del gas, attraverso il potenziamento delle infrastrutture di adduzione gas (rigassificatori e gasdotti), l’eliminazione dei sussidi per le centrali a olio, e il contenimento dei costi per la remunerazione delle reti.

Slide Piano