Certificati bianchi, uno strumento per la competitività in dieci anni scambiati 26 milioni di certificati (Tee), di cui 6 milioni solo nel 2013.

16 Aprile 2014

Categoria:Tecnologie

Un meccanismo consolidato, capace nei dieci anni di funzionamento di supportare la realizzazione oltre il 50% dei risparmi energetici conseguiti a livello paese, con il migliore rapporto costo-efficacia fra gli incentivi erogati.

Il risparmio annuo di circa 5 milioni di tep garantito dallo schema (circa 50 miliardi di kWh) costerà in tariffa circa 2,5 miliardi di euro in cinque anni, per un costo cumulato equivalente di circa 0,05 euro/kWh risparmiato, da confrontare con il costo dell’elettricità e del gas per le famiglie (rispettivamente 0,19 euro/kWh e 0,9 euro/kWh risparmiato).

Questo uno degli aspetti emerso dalla due giorni dedicata ai certificati bianchi organizzata dalla Fire ,Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia.  In dieci anni sono stati emessi circa 26 milioni di TEE (6 dei quali nell’ultimo anno, ossia da quando è il Gse è diventato il gestore del sistema).

Dato rilevante è che dei progetti presentati circa l’80% è di natura industriale, proposti con schede a consuntivo; ciò indica, che il mercato dell’efficienza energetica è passato dalla fase embrionale ad uno stadio maturo e per certi versi consolidato.

Alcune novità importanti descritte: da gennaio 2014 sono ammissibili al meccanismo solo progetti “ancora da realizzarsi” o “in corso di realizzazione”.

Altra novità riguarda i soggetti ammessi, ossia, imprese ed enti pubblici con un sistema di gestione dell’energia in conformità alla certificazione ISO 50001 o che abbiano nominato volontariamente un Energy Manager.

La crescita del meccanismo è evidenziata anche dal numero degli operatori ammessi, in aumento (sul mercato oggi 661 operatori). La domanda, lo ricordiamo, è espressa prevalentemente da distributori obbligati mentre per il lato offerta è espressa prevalentemente da ESCO.