Progetto Sweethanol: è tempo di corsi

9 Luglio 2012

Categoria:Tecnologie

Si svolgeranno in Friuli Venezia Giulia dal 10 al 25 luglio, 4 corsi per agricoltori, riguardanti l’approfondimento sulla produzione di biocarburanti di I° generazione, l’iniziativa rientra nell’ambito del Progetto Europeo Sweethanol.

Nella lotta all’inquinamento nel settore dei trasporti, l’Italia è in grave ritardo, avendo a differenza di molti Paesi Europei, disatteso gli obiettivi indicati dalla Comunità Europea. Solamente con la Legge Finanziaria 2007, è stata posta in essere, nel nostro Paese, una politica di riduzione del gas ad effetto serra nel settore dei trasporti, introducendo percentuali di obbligo di miscelazione di biocarburanti nei prodotti fossili per uso autotrazione che, fissa un obiettivo minimo di immissione al consumo al 2014 è fissata al 5%.

Attualmente in Italia le filiere dei biocarburanti stentano a decollare, si contano 14 impianti per la produzione di biodiesel, e solamente 2 impianti per la produzione di bioetanolo. In questo contesto si inserisce il Progetto Sweethanol, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent  Energy Europe (IEE).

Un progetto che prevede la costruzione di un modello di discussione sulla sostenibilità  di una “filiera corta” per la produzione di bioetanolo di I° generazione da sorgo zuccherino in impianti decentralizzati, di piccola e media taglia,  con una capacità produttiva di 5.000 – 15.000 tonnellate all’anno di bioetanolo, rafforzando così il ruolo dell’agricoltura locale.

Il progetto nelle sue fasi ha previsto delle visite in India, Spagna e Perù. Di particolare interesse è stata la visita in India, dove la produzione di bioetanolo è ottenuta proprio da sorgo zuccherino. Ciò ha permesso di integrare  e completare, le informazioni a disposizione. Sfruttando un modello analogo a quello ipotizzato nel Progetto Sweethanol,  in India si estrae il succo dagli steli, in piccole unità decentralizzate che processano il raccolto di un bacino di 70 ettari, lo si concentra fino ad arrivare ad uno sciroppo  con una concentrazione del 60% in zuccheri, che potrà essere conservato per 9 mesi, garantendo così l’approvvigionamento dell’impianto anche dopo la raccolta.

Alle visite è seguita un’intensa azione di discussione circa la validità del modello teorizzato, tramite dei momenti di confronto, dei workshop, che si sono svolti il 15 giugno a Torino e il 21 giugno a Padova, che avevano l’obiettivo di coinvolgere tutti i soggetti a vario titolo interessati alla verifica del modello ipotizzato. I workshop sono stati strutturati in modo tale da affrontare la tematica rispetto alla situazione agricola italiana, sono stati suddivisi in due sessioni, nella prima è stata analizzata la filiera di produzione, la seconda è dedicata ad un tavolo di confronto in cui sono invitati a partecipare esperti e operatori del settore.

In questo momento del progetto è prevista l’organizzazione di corsi di approfondimento per gli agricoltori, che vogliono conoscere questo tipo di filiera, e approfondire le tematiche relative agli incentivi alle fonti rinnovabili, verranno inoltre discussi aspetti tecnici, logistici, economici, energetici, ambientali e amministrativi.

È possibile consultare il calendario dei corsi e scaricare i programmi, e ottenere ulteriori informazioni circa il Progetto Sweethanol