V° Conto Energia: le richieste delle Regioni.

8 Giugno 2012

Categoria:Tecnologie

Le principali novità contenute nelle richieste delle Regioni riguardano: l’esonero dai registri per gli impianti realizzati nelle zone terremotate, registri solo sopra ai 100 kW, aumento del tetto di spesa ed entrata in vigore solo dopo ottobre. Sono queste alcune delle richieste che la Conferenza delle Regioni ha avanzato come condizione al parere favorevole al V° Conto Energia fotovoltaico.

Le Regioni chiedono che il V° Conto Energia non entri in vigore prima del 1° ottobre 2012, e comunque solo se in tale data sia superato da 30 giorni il valore complessivo di spesa di 6 miliardi di euro. Ad oggi il contatore fotovoltaico segna 5.7 miliardi di euro.

Chiedono che si alzi il tetto di spesa dai 500 milioni/anno della bozza del ministero a 749 milioni/anno.

Una deroga al 31 dicembre 2012 per gli impianti realizzati su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche: per questi il V° Conto Energia scatterebbe solo se entrati in esercizio al 2013.

Siano riviste al rialzo le tariffe per gli impianti sotto i 20 kW: per esempio per il primo semestre di applicazione si passerebbe, per impianti entro i 3 kW, da 237 a 292 €/MWh per la tariffa omnicomprensiva e da 155 a 210 €/MWh per la tariffa premio sull’autoconsumo

Sulla scia delle richieste pervenute da più parti, nelle richieste delle Regioni sono stati reinseriti: il premio per il ‘made in Europe’ di 3 centesimi per kWh prodotto, che varrebbe per gli impianti il cui costo di investimento sia per non meno del 80% riconducibile a una componentistica realizzata unicamente all’interno della Unione Europea. Il premio per la sostituzione dell’eternit è di 3 centesimi per kWh prodotto. La vera novità è che i due bonus saranno cumulabili.

Da sottolineare anche la richiesta di tenere fuori dal registro gli impianti sotto i 100 kWp, il Governo aveva proposto una soglia di appena 12 kWp. Per questi le Regioni chiedono un tetto di spesa di 50 milioni di euro a semestre; qualora tale soglia venga superata “si procederà a ridurre le tariffe incentivanti di ciascun semestre successivo in modo proporzionale”.

Lo stesso meccanismo varrebbe per altri tipi di impianto che pure si vogliono esonerare dal registro: gli impianti a concentrazione e quelli integrati con caratteristiche innovative (tetto di spesa annuo 10 milioni a semestre per ciascuna delle due categorie), oltre a quelli delle amministrazioni pubbliche (20 milioni di tetto semestrale).

Niente registro, e accesso immediato agli incentivi per gli impianti installati su edifici, capannoni e fabbricati rurali ricompresi nelle zone colpite dal terremoto purché costruiti o ricostruiti nel rispetto della normativa antisismica.

Chiedono semplificazioni burocratiche per l’iscrizione ai registri, come la possibilità di produrre autocertificazioni.Tra le richieste c’è una revisione dei criteri di priorità  nell’accesso allo stesso, prelazioni nella graduatoria nell’ordine per  la sostituzione dell’amianto per interventi di efficienza energetica e per la realizzazione su siti bonificati.

Introdotta la priorità d’iscrizione al registro per l’impianto (non superiore a 200 kW)  al servizio di attività produttive anche se attività e impianto  hanno proprietà diverse (mentre nella versione ministeriale si parlava di impianti di proprietà di aziende agricole e al servizio delle stesse).

Importanti novità introdotte per il mondo agricolo, i fabbricati rurali che nella precedente stesura ministeriale avrebbero preso una tariffa pari alla media aritmetica, tra la tariffa prevista per gli” impianti realizzati su edifici”, e “altri impianti”, adesso accederebbero alla tariffa per gli “impianti realizzati su edifici”.

Alle serre sarà riconosciuto l’incentivo solamente a quelle che presentano una proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e la superficie totale della copertura  della serra stessa non superiore al 30%, negli altri casi le serre non accedono agli incentivi. Ricordiamo che nella stesura ministeriale le serre che superavano la proiezione del 30% accedevano alla tariffa “altri impianti fotovoltaici”.

Il Governo ha fatto sapere che nella stesura del decreto terrà conto dei pareri espressi sia dalle Regioni che dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e dalla Commissione Europea.