Ieri Giorgio Piazza, Presidente l’Associaione Fattorie del Sole – Coldiretti, ha partecipato all’evento di apertura del SolarExzpo di Verona. Il decreto 4° conto energia fotovoltaico e bioenergie i temi caldi della discussione. Il programma è consultabile al gesuente link.
L’evento è stato inaugurato con i saluti del Presidente della fiera, Riello. Assente il Ministro dello Sviluppo economico, ospite atteso da tutti gli operatori del settore, che ha fatto pervenire un messaggio di scuse e di speranza per le oltre 1400 imprese che rappresentano l’industria del fotovoltaico italiano. Un sistema paese che fattura oltre 20 miliardi di euro, garantendo occupazione a più di 55 mila famiglie italiane. Con 13 miliardi di investimento. Il ministro ha poi concluso il messaggio, dichiarando di aver compreso le esigenze delle imprese del fotovoltaico e che a seguito del disastro nucleare giapponese è cambiata la posizione del ministero sul tema nucleare, che a breve presenterà un piano dell’energia.
Il discusso nuovo 4° conto energia, sarà presentato oggi in Consiglio, dopo alcune modifiche apportate alla bozza di decreto. (leggi maggiori info al seguentelink )
Sono intervenuti al dibattito, l’ing. Montanino – direttore Divisione Operative del GSE e l’ing. Ricci – direttore Mercati dell’Autorità per l’energia.
Il GSE, ha confermato i dati presentati in audizione alla Camera sugli impianti Salva Alcoa: 58.365 impianti per una potenza dichiarata di 3.954 MWp. Ad oggi, su 1.000 controlli effettuati, sono state riscontrate irregolarità sulle asseverazioni di fine lavori dell’8%. I primi risultati dell’indagine sono stati consegnati alla Procura di Roma. Rassicura Montanino che il GSE intensificherà i controlli grazie alle fotografare satellitari fatte entro la fine del 2010.
Sulla problematica delle connessioni alle reti, ha aggiunto Montanino, si è registrata una mancata produzione per l’eolico del -10%. Anche per questo urge accelerare il piano delle infrastrutture della rete.
Infine ha preannunciato un ruolo operativo del GSE sul mercato dell’efficienza energetica, settore strategico per il raggiungimento degli obiettivi al 2020.
L’ing. Ricchi ha preannunciato i punti chiave dell’audizione dell’AEEG domani alla Camera. Oltre alle problematiche sui tempi delle procedure autorizzatorie e di connessione, ha evidenziato le carenze infrastrutturali del sistema elettrico nazionale, indicando le soluzioni nell’obbligo di ammodernamento delle reti di trasporto dell’energia e dei sistemi di accumulo.
Infine, per garantire uno sviluppo organico del settore e dare certezze agli operatori in un percorso di crescita del paese, occorrono strumenti di programmazione. E l’AEEG conta di assumere un ruolo determinante per la politica energetica nazionale.
Le associazioni di rappresentanza dell’industria fotovoltaica italiana hanno gettato le basi per la costituzione di un “unico osservatorio nazionale” per essere più efficaci nell’azione di lobby. Il Presidente ANIE-GIFI, V.Natalizia, ha poi espresso rammarico per l’apertura del SolarExpo in assenza dell’approvazione del nuovo Conto Energia. Gli incentivi sono un mezzo per arrivare alla competitività del settore industriale italiano, finchè non si raggiungerà la grid parity, prevista dagli esperti al 2017.
L’intervento di Giorgio Piazza, Presidente dell’Associazione le Fattorie del Sole-Coldiretti, ha riguardato sia il fotovoltaico che le bioenergie. È sintetizzato per argomenti e punti salienti:
Fotovoltaico
1. Oltre il 27% dei finanziamenti erogati da CreditAgri hanno interessato il settore delle agro energie. La realizzazione di tali investimenti è avvenuta nell’ambito dei piani di ammodernamento delle nostre aziende agricole, sostenuti anche dalle misure di finanziamento dei PSR. La produzione di energia elettrica ha contribuito ad integrare il reddito delle imprese ( essendo attività connessa ) e la tecnologia fv è stata prevalentemente integrata nelle strutture aziendali : tetti degli agriturismi, coperture delle stalle, rimesse, magazzini, serre, pensiline, ec. Le realizzazioni hanno interessato molti interventi di sostituzione delle vecchie coperture in amianto.
Al fine di garantire il processo di ammodernamento delle strutture aziendali, renderle più competitive sui mercati primari, anche attraverso la diversificazione delle rendite, accelerare la spesa dei fondi PSR, FAS FESR ( in ritardo nella programmazione), è necessario :
– Garantire per le imprese agricole la cumulabilità degli incentivi del conto energia con i finanziamenti del PSR o di altra natura nella misura del 30% per la realizzazione di piccoli impianti realizzati sulle strutture aziendali o in regime di scambio sul posto;
– Garantire un giusto ed efficace meccanismo di incentivazione per lo smaltimento dell’eternit. Di fatti il bonus del 10% con la progressiva riduzione delle tariffe rende di difficile attuazione l’intervento di rimozione, bonifica e ricopertura. Meglio sarebbe un premio fisso per la rimozione dell’eternit in centesimi di euro per kWh.
2. Il 40% degli impianti Salva Alcoa sono stati realizzati su terreno agricolo, in termini di potenza superano il 70%. Apprezziamo il lavoro del Ministro Romani per il rigore dimostrato con la bozza del 4° conto energia e l’introduzione del “modello tedesco”. Bene infatti la norma per evitare il frazionamento dei grandi impianti in diversi impianti più piccoli per ottenere tariffe più convenienti ( più impianti fotovoltaici realizzati dal medesimo proponente in aree contigue dovranno essere considerati come unico impianto).
Restano da definire, tuttavia, alcuni elementi critici contenute nella norma. In particolare:
– il metodo con cui devono essere misurate le distanze tra gli impianti ai fini del rispetto del limite dei 2 Km;
– così come non risulta chiaro cosa si intenda nella frase “terreno agricolo nella disponibilità del proponente” relativamente alla limitazione del 10% ( introdotto dall’ articolo 10 del decreto legislativo n. 28 del 2011);
– è necessario quindi integrare gli Allegati del decreto, prevedendo uno specifico Allegato 2 bis – Modalità di posizionamento dei moduli su terreno, che integri le specifiche tecniche di costruzione dei grandi impianti con le migliori tecniche di conduzione dei terreni e salvaguardia della biodiversità;
3. Bene la definizione di piccolo impianto a 200kWp che potrebbe essere estesa a tutti gli impianti in regime di scambio sul posto. Tale dimensionamento abbinato al regime fiscale agevolato agricolo, risulta congruo alla normale attività aziendale agricola in regime di connessione;
4. Privilegiare l’installazione di impianti fv su edifici escludendo le tettoie, pergole, rimesse esistenti nelle aziende agricole, rischia di penalizzare le imprese agricole che, nella configurazione edilizia dell’azienda stessa, dispongono principalmente di tali opere come strutture ( pertinenze ) annesse all’azienda, ma che la norma urbanistica non declina con chiarezza nella categoria di “edifici” , come prevede il D.P.R. 26 agosto 1993, n.412.
E’ opportuno quindi:
– Perfezionare l’Allegato 2 prevedendo una deroga per i piccoli impianti ( fino a 200 kWp o in regime di scambio ) realizzati da imprese agricole su stalle ( aperte ), tettoie, pergole, rimesse e magazzini.
– Esclusivamente per i piccoli impianti ( fino a 200 kWp o in regime di scambio) realizzati su serre esistenti, con interventi finalizzati alla ristrutturazione delle serre stesse, ricomprendere tale tipologia edilizia nella categoria di “edifici” dell’Allegato 2, ( come già prevede il D.P.R. 26 agosto 1993, n.412, essendo queste tipologie edilizie già autorizzate con permessi concessori idonei e nel rispetto di tutte le Norme Tecniche di Costruzione per le verifiche strutturali ) ;
– Aggiornare la guida del GSE sulle modalità di posizionamento dei moduli, con specifiche indicazioni per il posizionamento dei moduli fv su strutture agricole e sulle serre;
5. Integrare l’articolo 14 e l’Allegato 4 ( installazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica ) includendo gli impianti fv flottanti su specchi d’acqua, siano essi realizzati con vasca (manufatti in c.a.) o da piccoli invasi in terra. Considerato che le due tipologie costruttive (vasche e bacini) sono state asseverate da autorizzazioni e già realizzate, si precisa che:
– le superfici da loro occupate non rientrano nella superficie agricola utilizzabile (S.A.U.) pertanto sia nell’immediato, che nell’arco temporale di esistenza del manufatto stesso, tale superficie non può essere assimilata a S.A.U., e non sottrarre la risorsa “terra” a quella che è la funzione primaria della produzione agroalimentare;
– lo sfruttamento multiplo dello specchio d’acqua ( accumulo, compensazione, antincendio, ecc.), oltre a configurarsi come integrazione architettonica, ha l’innovativo vantaggio di riduzione delle temperature delle celle fotovoltaiche nei periodo di maggiore irraggiamento con un conseguente innalzamento dell’efficienza dei moduli.
Bioenergie e biomasse
Il 48% degli obiettivi fissati dal PAN al 2020, saranno raggiunti grazie allo sfruttamento della “risorsa biomassa”. Attualmente però le richieste di connessione alla rete di Terna per FER sono pari a oltre 130 GW ( prevalentemente concentrate in 7 regioni del centro-sud Italia ). Un numero irreale visto che la potenza massima richiesta dal sistema elettrico italiano è pari a 56,4 GW ( fonte dati, Terna ).
Osservando poi il dato relativo esclusivamente agli impianti a fonte rinnovabile, qualificati IAFR ( Impianti Alimentati da Fonti Rinnovabili, incentivati con il meccanismo dei CV, tariffa omnicomprensiva o con Garanzia di origine ), pubblicati dal GSE sul Bollettino energia da fonti rinnovabili aggiornato al 31 dicembre 2010, spicca che :
– triplica la potenza degli impianti ad olio. Con soli 324 progetti di impianti alimentati ad oli ( bioliquidi ) la potenza totale prevista passa a 2,5 GW (in totale 473 impianti, di cui 149 in esercizio e 324 in progetto );
– l’eolico supera gli 8 GW;
– le biomasse, con soli 0,7 GW in progetto, raggiungerebbero solamente 2,2 GW.
Per questo è importante:
1. Introdurre nei decreti attuativi il modello tedesco e lo stesso rigore che il Ministro Romani ha adottato in questi mesi.
2. Diversificare le tipologie di biomassa, privilegiando i sottoprodotti, gli scarti/residui agricoli e gli effluenti zootecnici e non generare competizione con il settore agroalimentare. E’ necessario affermare il principio di “differenziazione della biomassa” per riconoscere alle imprese agricole il valore dell’attività connessa, in termini di salvaguardia del territorio e della biodiversità. Valore che determina il grado di sostenibilità ambientale ed economica di un impianto a fonte rinnovabile insediato in uno specifico territorio. Solamente tale riconoscimento può giustificare il sacrificio della collettività nel sostenere un nuovo sistema di incentivazione delle rinnovabili efficace ed efficiente.
3. Diversificare gli incentivi per fascia di potenza che, come nel modello tedesco, garantisce una integrazione della tecnologia rispondente alle reali esigenze dell’impresa agricola e riequilibra le rendite/costi di investimento per impianto. Conseguentemente, molte saranno le imprese agricole che si orienteranno verso la realizzazione di piccoli impianti a scala aziendale, riducendo il rischio di impresa e limitando la competizione sul settore food per la produzione di colture dedicate;
4. Sviluppare l’uso del biometano per l’immissione in rete e per i trasporti. Questo ridurrebbe i costi di investimento per l’acquisto dei motori ( circa il 25% ), e le problematiche di connessione alla rete elettrica.