quelli che possono regolare le acque tramite un serbatoio di regolazione giornaliero, settimanale o mensile. L'entità della regolazione è connessa alla capacità di accumulo del serbatoio.
come funziona
Il flusso d’acqua in caduta aziona una turbina idraulica che trasforma l’energia cinetica insieme a quella potenziale, in energia meccanica. Collegando la turbina ad un generatore si ottiene energia elettrica in misura proporzionale al salto idraulico (cioè il dislivello tra il punto di prelievo ed il punto di restituzione dell’acqua) e alla portata del corso d’acqua (cioè il volume di acqua prelevato nell’unità di tempo = m3/s).
Il dimensionamento di una centrale è funzione del salto idraulico e della portata del corso d’acqua, che devono essere misurati e monitorati affinché si conosca la potenza installabile e l’energia elettrica annua producibile.
La tipologia di turbina da installare è scelta in base alla potenza e alle caratteristiche del sito . Quelle maggiormente utilizzate sono:
- Pelton o a flusso incrociato: viene utilizzata nei piccoli impianti perché meglio si adatta a sfruttare il potenziale connesso con portate limitate. Può essere ad asse orizzontale o verticale per rispondere alle più svariate condizioni idrauliche e logistiche. È dotata di pale a cucchiaino, con un numero di getti fino a 6.
- Francis: è una turbina a reazione valida per centrali di media grandezza con potenza attorno ai 100 KW. La caratteristica principale di questa turbina consiste nello sfruttare tutto il salto disponibile fino al canale di scarico.
- Kaplan: è adatta per tutte quelle installazioni su canali irrigui con piccole e medie portate con salti a partire da 2 metri. Il cuore della macchina è costituito dalla girante a pale regolabili, in grado di variare il passo palare al comando impartito dal regolatore di livello mantenendo il gruppo in regime di massimo rendimento.